Dott.Marco E. Pasqualini
Medico Chirurgo
Specialista in clinica Odontostomatologica
Galleria Passarella,2 20122 Milano
Tel. 02 799651
Fax. 02 76006746

 

 

Studio Dott. Marco E. Pasqualini

email: info@studiomarcopasqualini.aisiitalia.com

"Caso 1990-2003"
 

ABSTRACT

L’Autore descrive la propria esperienza clinico-chirurgica in impianto-protesi”verticale ”a carico immediato con la tecnica del bilanciamento profondo.Viene presentato un caso particolarmente didattico in cui un impianto emergente, bicorticale e monofasico viene direttamente saldato ad un ago di solidarizzazione con follow up a 13 anni. Questa tecnica offre il vantaggio di una stabilità primaria degli impianti, consentendo la cementazione immediata di un elemento provvisorio, che guida la guarigione dei profili mucosi ed accelera i tempi dell’osteointegrazione per l’inserzione del definitivo.

ABSTRACT

The Author describes his personal clinic-surgical experience in immediate implant loading ”vertical” by the deep ilance. A very didactic case is presented in which one-phase emerging bicortical implant is soldered with a needle after its nsertion into the bone tissue. The case has been followed up for 13 years. The advantage of this technique is the mmediate primary stability of the implants, which allows the direct cementing of a temporary crown that guides the ealing of the mucosa, and accelerates the osteointegration and the insertion of the definitive crown.

PREMESSA:
TECNICA DEL BILANCIAMENTO PROFONDO

La tecnica del “bilanciamento profondo” permette ad un impianto una stabilità primaria altamente ritentiva.Dal punto di vista della resistenza alle sollecitazioni occlusali statiche e dinamiche, anche gli impianti”verticali” profondi (viti cilindro-coniche, aghi e cilindri ), possono essere avvantaggiati da strutture di supporto che facendo corpo unico con essi, ne estendano il piano d’appoggio su una superficie più ampia.Un naturale esempio proviene dalla morfologia delle radici dei molari, destinati a sopportare la maggior parte delle sollecitazioni statiche della masticazione e della deglutizione e che oltre ad essere bloccati nell’osso compatto della”lamina dura”, ne disperdono il carico su aree maggiori delle loro superfici occlusali.


MATERIALI E METODI

Per la risoluzione di questo caso si è utilizzato un impianto monofasico in titanio (vite cilindrica M.U.M. di diametro 2,5mm) saldato ad un ago di diametro 1,3mm inseriti sino al raggiungimento della corticale profonda. L’uso della saldatrice endorale di Mondani ha permesso di ottenere un bipode con un unico moncone esterno.

DESCRIZIONE DEL CASO

Donna di 18 anni.
Le viti si avvantaggiano dal bilanciamento in profondità quando sono utilizzate come monoimpianti sostitutivi di pluriradicolati o quando debbono svolgere la funzione di un canino mancante.Il loro bilanciamento profondo può essere eseguito con uno o due aghi divergenti, saldati al loro moncone o unendo in un corpo unico i monconi di due viti abbinate.La descrizione iconografica chiarisce sia la tecnica chirurgica (molto semplice) che i risultati funzionali ed estetici nel tempo. L’impianto è stato inserito al di sopra dell’apice dell’alveolo di un canino superiore incluso, orizzontale e palatinizzato estratto per motivi gnatologici, dopo il rifiuto della paziente di una terapia ortodontica.Poiché le forze dinamiche nel Bennet sono sostenute esclusivamente dai canini , per aumentare la tenuta dell’impianto abbiamo usato la tecnica del bilanciamento profondo con un ago saldato. L’inserzione degli aghi deve avvenire in direzione divergente da quella della vite: l’arresto della loro progressione è percepita dall’impatto con la corrispondente parete corticale verso cui sono diretti.Il bilanciamento permette la protesizzazione provvisoria immediata che prepara il nuovo profilo della mucosa; la corona definitiva in oro-porcellana viene inserita in un’evidente zona di biforcazione con ottimo e permanente risultato estetico-funzionale che si mantiene da 12 anni.Ciò smentisce l’errata convinzione che negli impianti le bi e/o le triforcazioni siano pericolose.

CONCLUSIONI

L’uso della saldatrice endorale ci permette il bilanciamento profondo degli impianti a vite sia nel caso descritto, che in molte altre situazioni.Ciò consente di recuperare anche casi irrisolvibili con altre tecniche implantari se non con impegnativi interventi di aumento del tessuto di sostegno. Il bilanciamento profondo stabilizza immediatamente gli impianti con una solida osteoinclusione meccanica, che permette la cementazione immediata della protesi provvisoria e prepara anche la duratura osteointegrazione biologica con tutte le sue benefiche conseguenze.

Fig.1. La mancanza di questo canino è causa di gravi precontatti dinamici sugli altri denti delle due arcate (1990).

Fig.2. Un momento dell’intervento per il monoimpianto costituito da un perno solidarizzato ad un ago. Notare il segno della saldatura endorale (freccia) e la perdita di tessuto osseo sul premolare, dovuta alla mancanza di disclusione canina (1990).

Fig.3. La perfetta guaruigione dei tessuti “malgrado“ la biforcazione (1990).

Fig.4. La corona in porcellana appena inserita (1990).

Fig.5. La sua funzione disclusiva (1990).

Fig.6. La radiografia di controllo dopo 13 anni (2003).

Fig.7. Ed il suo aspetto clinico (2003).

 

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